VIGILANZA E RESPONSABILITA'Luca 12,35-48 Restate in tenuta da lavoro e con le vostre lucerne accese come uomini che attendono il loro signore al suo
ritorno dalle nozze, per essere pronti ad aprirgli appena arriva e bussa alla porta. Commento Cari fratelli e sorelle direttissime, la vita di noi credenti è caratterizzata da due atteggiamenti: la vigilanza e la responsabilità. Tutti noi discepoli di Gesù Cristo siamo persone rivolte al futuro dal quale attendere la salvezza. Per questo stiamo all'erta, sempre pronti come per un viaggio e in tenuta da lavoro, perché sappiamo che il futuro salvifico non è una chimera anonima, ma un nome e un volto preciso: è il Signore nostro Gesù Cristo. Da quanto sopra ne consegue che il periodo dell'attesa è il tempo della responsabilità, della vigilanza e della fedeltà. Questa parabola è costituita da un quadro positivo (il maggiordomo fedele) e da uno negativo ( il maggiordomo che si atteggia a padrone). Vi devo confessare che stabilire a quale dei due quadri vada attribuito il peso maggiore non è facile. Gesù sembra indugiare su entrambi. Il tema è sempre, come nelle parabole precedenti, l'arrivo improvviso del Signore, ma non è più richiesto "lo stare svegli", bensì il compimento fedele degli incarichi ricevuti. In tal modo la vigilanza è arricchita di un'ulteriore sfumatura: l'impegno nello svolgimento del proprio lavoro, l'assunzione delle proprie responsabilità. Ovviamente, la parabola è per tutti i fedeli, tuttavia, la figura del maggiordomo si applica in particolare a coloro che svolgono funzioni di servizio come dirigere, insegnare, profetare, guarire, benedire, discernere, ecc... Ma c'è un'altra cosa importante che emerge dalla Parola, nulla si dice dei loro diritti e dei loro poteri: semplicemente sono richiamati
allo svolgimento corretto del loro compito. Non è certamente un caso che l'esempio scelto da Gesù fra i molti possibili riguardi la
distribuzione del cibo agli altri servitori. Preoccuparsi degli altri è il compito fondamentale che il padrone affida al suo maggiordomo. L'applicazione di questa parabola alla vita della comunità cristiana, se in origine era forse una critica severa di Gesù ai capi giudei, è stata favorita dall'immagine della Chiesa come "casa di Dio" e dalle sentenze di Gesù sul comportamento dei capi. Poiché la vera comunità cristiana ha un solo capo e Signore, mentre tutti gli altri sono servi e fratelli. Noi tutti siamo esseri umani aperti al futuro, nell'attesa vigile del nostro Signore Gesù Cristo e per questo seriamente impegnati ad essere servi fra i servi, senza rivendicare per noi stessi dinastie, caste di potere, perché uno solo è il Signore, cui noi siamo preposti temporaneamente con una responsabilità e fedeltà più obbliganti che non per gli altri. Amen,alleluia, amen!
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