VINCIAMO CON IL BENE IL MALEMatteo 5,38-48 Sapete che è stato detto: Occhio per occhio, dente per dente. Ma io vi dico: non vendicatevi
di chi vi fa del male. Uno ti schiaffeggia sulla guancia destra: porgigli anche l'altra. Uno vuole farti processo per prenderti la camicia:
lasciagli anche la giacca. Uno ti costringe a fare un chilometro con lui: vacci insieme per due chilometri. Uno ti chiede qualcosa: dagliela.
Uno vuole da te un prestito: non rifiutarglielo. Commento Gesù ci parla dell'amore al prossimo. Di fronte a un'offesa o a un atto di violenza, noi umani siamo sempre pronti a reagire e non solo per difenderci, ma anche e soprattutto per vendicarci. Gesù al contrario ci insegna e ci impegna a lottare costantemente contro questo istinto. Il fatto è che il male (qualsiasi tipo) non si combatte né si vince col male, ma con il suo contrario: il bene, sull'esempio di Gesù Cristo che ha vinto il peccato non condannando gli uomini, ma amandoci fino a morire per noi dall'inizio dei tempi. Vedete, quando non interviene il dovere di difendere gli altri e il male colpisce solo la propria persona, la norma è
unica, come afferma San Paolo, "Non lasciatevi vincere dal male, ma vinci con il bene il male" (Rm.12,21). "Non rendete a nessuno male per male. La carità non fa nessun male al prossimo" , scriveva San Paolo ai Romani
in 12,17; 13,10. San Pietro rivolgendosi ai primi fedeli che dovevano subire ingiurie e persecuzioni da parte dei pagani diceva:
"Questa è la volontà di Dio: che, operando il bene chiudiate la bocca all'ignoranza degli uomini stolti" (1^ Pt.2,15). L'esempio, fratelli e sorelle, l'esempio di Gesù Cristo crocifisso, deve essere impresso nella mente e nel cuore di noi
tutti, perché ci dona la forza di vincere il male con il bene, per essere buoni e generosi a nostre spese. Vedete, San Paolo non esaminava se si trattava di discussioni provocate o subite, ma condannava qualsiasi litigio tra
coloro che avevano il precetto di amarsi a vicenda come Cristo li amava. E' con questo spirito che ci dobbiamo rinnovare: "La legge fondamentale dell'umana perfezione, e perciò anche della trasformazione del mondo, è il nuovo comandamento della carità. Coloro, pertanto, che credono alla carità divina, sono da Cristo resi certi, che la strada della carità è aperta a tutti gli uomini e che gli sforzi intesi a realizzare la fraternità universale non sono vani. Ma nello stesso tempo, siamo ammoniti a non camminare sulla strada della carità solamente nelle grandi cose, bensì e soprattutto nelle circostanze ordinarie della vita comune". Soltanto la consapevolezza dell'amore di Gesù può trasformare il mondo e realizzare la fraternità universale; noi
cristiani, dobbiamo portarne l'esempio dovunque: è il nostro compito, il nostro impegno, la nostra missione. Amen,alleluia,amem!
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