Presentazione
"Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla
sapienza del cuore" (Sal.89,12). Lo sguardo sulla realtà del vivere e del
morire, in occasione della liturgia dei defunti, è un invito a saper affrontare,
col coraggio della fede, quelle cose che non si possono cambiare, perché non
dipendono da noi.
La compagnia della morte, per noi cristiani, non si può rifiutare, perché Cristo,
risorgendo da morte, ha vinto anche la nostra morte. A noi, ora, spetta di saper
investire, sull'esempio di Gesù Cristo, le varie dimensioni "dell'uomo
determinato" nel tempo, nello spazio e nel luogo, affinché sappia cogliere
"l'essenziale e ciò che conta per l'eternità di quest'avventura umana".
Noi cristiani crediamo al Ministero di Gesù Cristo, che ha cambiato in gioia il
dolore più grande dell'umanità: la morte.
"Dov'è, o morte, la tua vittoria? Dov'è, o morte, il tuo pungiglione?
Siano rese grazie a Dio che diede a noi la vittoria per mezzo di nostro Signore
Gesù Cristo" (1^ Cor.15,55).
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