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cammino quaresimale |
| 25° giorno - Mercoledì |
4^ Settimana di Quaresima |
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"Mai dimenticherò i tuoi precetti: per essi mi fai vivere. Io sono tuo: salvami, perché ho cercato il tuo volere". (Salmo 118,93-94). L'ora del peccare è quella che ci vede agire in un progetto d'esistenza contrario o senza Dio. In verità, c'è chi non ce l' ha con Dio, ma con chi lo rappresenta. Il tema riprende nella psicologia anticristiana di molti battezzati , i quali preferiscono scusare le proprie devianze dottrinali e morali, ecclesiali e religiose, colpevolizzando i sacerdoti, i vescovi, il Papa, i documenti della Chiesa, una certa rigidità morale in campo sessuale e bioetica, ecc. Il venir meno al Battesimo e alla Cresima non è mai un gesto onesto e coerente, né si può legittimarlo con argomentazioni esteriori o di comodo, in quanto chi chiede di farsi cristiano per sempre, in un contesto altamente laicizzato e secolarizzato, sa quello che fa, sa per esperienza cosa gli viene richiesto dal Vangelo e dalla Chiesa, sa anche quali sono le sue responsabilità davanti a Dio e agli uomini, almeno per quanto riguarda la sua coscienza. Si comprende la debolezza, ma non si capisce il voltafaccia. La Chiesa si impegna a preparare dottrinalmente e soprattutto promuove un
coinvolgimento diretto nell'esperienza di fede comunitaria, affinché si conosca la bellezza e la grandezza di servire Dio con la vita senza
lasciarsi attirare dalle ideologie laiciste. La formazione al coraggio del credere qualifica la formazione del cristiano verso l'età adulta,
affrontando i problemi della crescita per un divenire cristiano adulto in tutti i membri del popolo di Dio. Le defezioni sono diventate una
moda, uno stile professato quasi in massa dai cristiani che giungono alla maggiore età. Persiste la convinzione culturale laica secondo la
quale il vero adulto, quello di successo, non può restare cristiano. L'adulto cristiano è un mediocre, secondo questa concezione laicista
imperante. Amen, alleluia,amen. |