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Anche coi Numeri abbiamo a che
fare con un'opera composita con un vasto contributo di "P", che le ha forse dato
l'ultima mano.
Opera composita non solo perché fatta di diversi documenti,ma anche perché varia nel
contenuto. La versione greca dei LXX a cui dobbiamo il titolo "Numeri" amò mettere
in risalto la parte di testo con la compilazione del censimento di Israele. L'Ebraico invece
chiama il libro "Nel deserto" e coglie quindi più la sua funzione di raccordo tra
la storia dell'uscita dall'Egitto e quella della presa di possesso di Canaan.
Per descrivere la struttura seguiamo le indicazioni del testo stesso quanto al viaggio nel
deserto e al tempo.
Capp. 1, 1-10,10 tempo di permanenza al Sinai:19 giorni circa
1-4 dati del censimento del popolo
5-6 raccolta di leggi
7-8 offerte dei capitribù e norme per la donazione dei Leviti
9 celebrazione della Pasqua
10,1-10 preparativi di partenza
Capp.10,11-22,1 viaggio dal Sinai a Moab:quaranta anni, anche se il testo ferma
la sua attenzione sul primo e sull'ultimo periodo del viaggio
10,11-36 partenza dal Sinai
11-14 tappe del viaggio nel deserto; stato di perpetua rivolta
del popolo verso Dio
15-19 leggi rituali e di diritto sacerdotale, eccetto in
16,1-17,26 dove viene affermata con diversi episodi la
supremazia di Aronne
20 acque di Meriba e morte di Aronne
21 prime guerre di conquista ed episodio del serpente di
bronzo
Capp.22, 2-36,13 Israele in Moab: cinque mesi circa
22,2-24,5 storia di Balaam
25 il tradimento di Peor
26,1-27,11 leggi e ordinamenti;censimento
27,12-23 Giosuè riceve la successione
28-30 leggi rituali e calendario liturgico
31-36 guerra contro Madian e divisione delle prime conquiste.
Indubbiamente, se dovessimo noi
scrivere la storia di quarant'anni passati da un popolo nel deserto, seguiremmo dei criteri
diversi. La Scrittura stessa racconta il medesimo viaggio in Dt.8,1ss.seguendo un'altra
impostazione. I numeri ci mettono di fronte alla realtà del viaggio vista come continua
rinnovazione di una promessa compiuta, di volta in volta, in maniera crescente.
Più che i fatti in se stessi, conta il loro significato,conta che attraverso di essi si
manifesti in continuo la presenza di Dio, in continua tensione tra promessa e compimento.
Le precise regolamentazioni liturgiche e civili testimoniano evidentemente di una
Redazione avvenuta dopo la conquista,quando il polo era stanziato e poteva inserire la memoria
dei fatti in un organico ciclo di celebrazioni che ne consentissero la continua
attualizzazione.
E' a sua volta interessante vedere come questo periodo di peregrinazione sia stato visto e
interpretato dalla tradizione dell'AT. Il confronto tra queste tradizioni può fare da guida
alla scoperta della fede di Israele e soprattutto al suo senso della storia. Si vedano in
particolare: Am.2,9-11; 5,25; Os.11,1ss., Ger.2,1-3, Ez.20; sal.78; sal.106; sal.136.
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