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La confusione delle menti, dei cuori e delle coscienze sono pari
all'intensità della sfiducia che permea il cammino dell'uomo e del cristiano in questo
difficile momento d'inizio del terzo millennio.
Dal crollo delle ideologie, delle certezze culturali e morali, che hanno costituito il
palinsesto per la maggiore parte di questi anni, si è passati al terremoto del progetto uomo.
Chi è l'uomo? Che progetto deve scegliere per realizzare pienamente se stesso secondo i
dettami della retta ragione e della visione cristiana della vita? L'esempio è Cristo, ma la
debolezza della ragione e della fede si mostra sensibile al "pensiero debole", il
quale favorisce e stimola la nascita d'ogni forma soggettiva ed individualistica
nell'interpretare "il mistero uomo e il suo destino".
C'è una frantumazione della verità per questo qualcuno conosce alcune cose ma ignora il
resto, ciò che più è importante, come la salvezza dell'uomo. "Che cosa dobbiamo
fare?" (Lc.3,10-18). Ascoltare Gesù, il primo e l'unico Evangelizzatore. Egli è l'uomo
di Dio che fa vedere che cosa è l'uomo, lo fa vedere come oggetto dell'amore infinito di Dio.
L'uomo è l'opera d'arte principale di tutta la creazione: il suo vertice. "Chi ci
separerà dalla carità di Cristo?", grida San Paolo nella lettera ai Romani, "Forse
la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo di spada?"
(8,35).
La famiglia cristiana, quindi, ha un preciso punto di riferimento, pur vivendo in questo
quadro, dove tutto e il contrario di tutto prende valore di modernità.
Pensiero:
" Guarda, Padre, il tuo popolo che attende con fede il Natale del Signore, e fa che
giunga a celebrare con rinnovata esultanza il grande mistero della salvezza. Per Cristo nostro
Signore. Amen".
indice: In attesa del
Natale
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