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In terra d'Israele la famiglia di Nazareth è controcorrente. Gesù ne è
il frutto e la prova. Essa si lascia plasmare dalla volontà di Dio, dalla sua grazia, dallo
Spirito Santo, mutando il cuore in una scelta fedele, coerente, amorosa, totale ai voleri di
Dio senza sovvertire i canoni e la legge, i costumi e le abitudini della Sinagoga. Dentro
all'ambiente ebraico, essa segue l'autore e lo spirito della Legge senza perdersi nei
formalismi esteriori, voluti dalla classe dirigente per dominare sul popolo. Guai a chi non
risponde e non sottostà alle loro concezioni, o a chi, errando, non rientra nelle loro
categorie già stabilite, come accade a Gesù.
La testardaggine della concezione personale della realtà e l'ostinazione come rifiuto a
priori d'ogni modifica alle pratiche religiose congelatesi nel tempo, richiamano
quell'orgoglio profondo dell'Io, col quale i progenitori hanno sfidato Dio. Tu, famiglia
cristiana, non sfidare Dio, Gesù, il Figlio dell'Altissimo, il Vangelo, i Sacramenti, la
Chiesa, la morale cattolica, la sacralità della vita, la dignità della persona umana secondo
alla volontà di Dio. Gesù ha vinto il mondo. Egli è il principio e il fine, la ragione
unica ed esauriente del cuore umano in cerca in ogni modo dell'Assoluto.
Dio cerca l'uomo, perché l'uomo cerca Dio. Forse a sua insaputa. I laici e i laicisti, che
sbandierano la modernità del loro progetto di vita, non sono un'altra generazione, come si
cerca di far credere dalla cultura dell'immanenza, anch'essi sono creature di Dio, redente da
Cristo. I pensieri degli uomini non sono i pensieri di Dio. Tu, famiglia cristiana, devi
sapere che non c'è salvezza fuori di Cristo.
Pensiero:
"Rafforza, o Padre, la nostra vigilante attesa del tuo figlio, perché, illuminati dalla
sua parola di salvezza, andiamo incontro a lui con le lampade accese. Per Cristo nostro
Signore. Amen".
indice: In attesa del
Natale
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