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Non è possibile sottrarsi all'interrogativo: perché disobbedire a Dio?
Oppure, perché obbedire a Dio? Nell'uno o nell'altro caso, non scordare, o famiglia
cristiana, chi sei tu davanti a Lui. Gesù propone una riflessione ben precisa a chiunque
abbia un'oncia d'intelligenza spirituale e una briciola di saggezza: "Un uomo non può
ricevere nulla se non gli è stato dato dal cielo" (Gv.3,27).
La ragione dell'Io può ritenere d'essere libera, di dire e di pensare ciò che vuole a 360
gradi, ma non può negare che il cielo e la terra, e ciò che in loro è contenuto, esistono,
si muovono con leggi immutabili, universali, eterne, che non le appartengono; moltissime cose,
avvenimenti, fenomeni di varia natura, accadono nel mondo senza chiederle il permesso. Essa è
simile ad un re decaduto o ad un Dio da burla.
La famiglia cristiana sa invece che tutto viene da Dio per creazione, per conservazione e per
provvidenza. La realtà creata e l'ordine intrinseco ad ogni natura, perciò tutto tende al
proprio fine, obbediscono a Dio e non a noi uomini.
Tuo è il cielo e tua è la terra, o Signore. Tutto ciò che esiste proviene dall'amore di
Dio, il quale entra nella storia degli uomini allo scopo di offrire a tutti la via della
salvezza per mezzo di Gesù, dopo il peccato originale, mediante il quale l'uomo disobbedendo,
ha rifiutato il disegno di Dio. L'uomo sceglie la disobbedienza sistematica contro Dio e
l'universo creato come nuova condizione di vita umana sulla terra. Nasce la città terrena
contro al città celeste. Eppure Dio si comporta verso l'umanità come il pastore in cerca
della pecora smarrita, come si può leggere in Matteo 18,12-14.
Pensiero:
" O Dio, che hai fatto giungere ai confini della terra il lieto annunzio del Salvatore,
fa che tutti gli uomini accolgano con sincera esultanza la gloria del suo natale. Per Cristo
nostro Signore. Amen!"
indice: In attesa del
Natale
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