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La notizia più sensazionale della storia, presente
e futura, è racchiusa in questo fatto: l'Assoluto si è fatto uomo in Gesù di Nazareth."Dio
da Dio, Luce da Luce, della stessa sostanza del Padre, generato, non creato, per noi uomini e
per la nostra salvezza, discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo, si è fatto uomo
nel seno purissimo di Maria Vergine (Credo Apostolico).
Ripercorriamo le tappe teologiche della contestazione dell'Assoluto, nei confronti del
relativo concreto, in cui gli uomini hanno costruito il farsi storico del proprio regno,
seguendo la filosofia della ragione fondata sull'uomo, "centro dell'universo e della
storia", lottando con disperata violenza ogni richiamo alla trascendenza.
La prima tappa ci riporta alle origini dell'avventura umana.Dio aveva creato l'uomo e la donna
a sua immagine e somiglianza e li aveva stabiliti nella sua amicizia elevandoli alla dignità
del regno della grazia, rendendoli partecipi della sua signoria sull'universo.
Tale stato di natura, diversamente descritto e studiato dai teologi di tutti i tempi, ci
sembra richiamato dalla parabola dei vignaioli, pronunciata da Gesù per illustrare il
comportamento del popolo ebreo e dei suoi capi, nei confronti dell'alleanza avvenuta
attraverso Abramo, i patriarchi, i profeti, fino all'ultimo profeta.
La seconda tappa è descritta nella parabola di Cristo, con accenti di totale fiducia in Dio
nei confronti degli uomini.Ha dato loro in dono la vigna dell'universo.Un gesto che denota la
stima nell'intelligenza, nella libertà e nella creatività umana.
Ma segue la terza tappa che sa di sorpresa: l'uomo pensa di sottrarre la vigna dell'universo a
Dio, sostituendosi in tutto alla sua azione sul cosmo.Il cuore, la mente e la coscienza umana,
si sono considerati capaci di dominare la legge del male e la legge del bene, senza bisogno
della partecipazione, della comunione e della condivisione del Creatore.
Il tentativo di esonerare per sempre la signoria di Dio dalla faccia della terra, è descritta
da Gesù in questo modo: "Al tempo del raccolto mandò i suoi servi dai vignaioli per
ritirare i suoi frutti, ma i vignaioli afferrarono quei servi, uno lo bastonarono, un'altro lo
uccisero e il terzo lo lapidarono" (Mt 21,34-35).
La ribellione contro Dio, rovescia l'ordine ontologico, teologico, deontologico ed
escatologico.Il primato del relativo si oppone al primato della trascendenza, il primato del
finito dichiara guerra al primato dell'Assoluto e dell'infinito.Il disastro morale coinvolge
tutto l'universo che da quel momento si trova tiranneggiato dalla signoria umana contro la
signoria di Dio.
L'amore dell'infinito non si piega alla condizione umana ribelle.Anzi, invia all'uomo i
patriarchi e i profeti a portare la promessa della salvezza, a dichiarare la disponibilità
amorosa di Dio, a coloro che ritornano nel dialogo trascendente cui ogni essere umano tende
per originale provenienza."Ed egli mandò ancora altri servi, in numero maggiore dei
primi, ma i vignaioli fecero altrettanto con questi" (Mt 21,36).
C'è una quarta tappa, segno dell'amore di Dio.Perché questa volta il "Padrone mandò
suo figliolo, pensando: avranno rispetto di mio figlio".Ma i vignaioli, veduto il figlio,
si dissero tra loro: "Ecco l'erede, venite, uccidiamolo e c'impossessiamo della sua
eredità".Lo presero, lo gettarono fuori della vigna e l'uccisero (Mt 21,37-39).
A questo punto l'iniziativa di Dio riprende con amorevole pazienza la propria corsa verso
l'uomo."Ora, quando verrà il padrone della vigna, che farà a quei vignaioli?".Gli
dicono: "Farà perire miseramente quegli scellerati e affitterà la vigna ad altri
vignaioli, i quali gli renderanno i frutti alle loro stagioni".Disse loro Gesù:
"Mai non avete letto nelle Scritture "La pietra che scartarono i costruttori è
divenuta pietra angolare, questo è avvenuto per opera del Signore ed è mirabile agli occhi
nostri?" (Mt 21,40-42).
Inizia la tappa della resurrezione e della rovina di molti."Chi non è con me, è contro
di me" (Lc 11,23).L'umanità deve scegliere, non può praticare la strada della neutralità.
"Perciò vi dico che il Regno di Dio sarà tolto a voi e sarà dato ad un popolo che lo
farà fruttificare.E chi cadrà su questa pietra sarà sfracellato, ed essa stritolerà colui
sul quale cadrà" (Mt 21,43-44).
Quando i figli della storia rivelano la realtà dell'ignoto, quest'ignoto è Cristo uomo e Dio
che rivolge la signoria di Dio alla mente, alla coscienza, al cuore.Il rifiuto del Totalmente
Altro, Fattosi presenza storica in Cristo e nel suo popolo, "La Chiesa", porta
inevitabilmente alla rovina.
L'uomo contemporaneo ha fatto propri tanti materialismi.Troppi per riscoprire nella proposta
di Cristo, la certezza di un avvenire migliore.Tuttavia Cristo è nel quotidiano e si fa volto
ad ogni passo nella realtà diveniente del relativo e nella storia intrisa di sangue, perché
mancano i presupposti concernenti la persona umana, i supporti della scienza della fede, dei
doveri e del destino ultimo dell'uomo.
Occorre impegnare i vignaioli del regno di Cristo in un'azione spirituale più radicale,
affinché la Parola di Dio sia la scoperta della somiglianza con l'assoluto di cui il relativo
veda la portata; anzi, induce a ricercarlo come liberazione della persona umana dalla
ribellione verso Dio.
Il Natale reca nella quotidianità la voce di Dio nell'incarnazione di Cristo.Ma c'è ragiona
come i vignaioli della parabola, che cercano di eliminarlo per estendere il proprio dominio
anche sulla signoria di Dio.Il ritorno di Cristo, celebrato nel mistero del Natale, deve
rafforzare il popolo di Dio al coraggio della testimonianza al Vangelo, dovunque svolge il
proprio ruolo d'esistente.
Oggi la stella di Betlemme parte dai seguaci di Cristo, che sono chiamati "Luce del mondo
e sale della terra" (Mt 5,13-14).Essi sono i pastori del Cristo, i re magi, Giuseppe e
Maria; sono il rifugio d'Egitto contro le potenze infernali che lo perseguitano a
morte.Uccidendo Cristo si uccide un uomo, Dio, il quale risorge e squarcia il relativo, come
ha squarciato il velo del tempio e le tombe dei giusti, sepolti in Gerusalemme.
Gesù fonda nell'essere la salvezza e il conseguente ritorno al Padre.
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in Cristo
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