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La fede teologale ci introduce nella conoscenza di Dio attraverso la sua
Rivelazione. Ascoltata, e accolta interiormente, essa ci fa conoscere l'ottica di Dio per
leggere il cosmo, l'uomo, le relazioni tra gli uomini e, soprattutto, ci chiarisce il senso e
io fine della persona umana sulla terra.
L'origine e il fine, l'alfa e l'omega si ricollegano ad un unico principio, il Cristo:
"In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. Egli era in
principio presso Dio. Tutte le cose sono furono fatte per mezzo di lui, e senza di lui nulla
è stato fatto di ciò che esiste" (Gv.1,1-3).
Nel riproporre il testo intendo gridare a quell'atteggiamento ribelle e rivoltoso
dell'orgoglio che è in tutti noi, maldisposto a riconoscersi creatura di Dio per
un'emancipazione da tutto ciò che sta oltre il perimetro dell'io e delle povere cose
possedute, di ascoltare la Parola di Dio:"Egli (Cristo Gesù) era nel mondo, e il mondo
per mezzo di lui fu fatto, e il mondo non lo riconobbe" (Gv.1,10).
La tragedia del mondo è di concepirsi senza Dio, al di fuori della sua sfera, di
precostituirsi autonomo e nemico di Dio; una tale tragedia, che si avvale del disegno
dell'Anticristo, intenzionato ad eliminare Dio, il Cristo, il Vangelo, la Chiesa, la
bimillenaria storia cristiana dal mondo e dalla sua storia, oggi si diffonde rapidamente nella
cultura massmediale, dando al fenomeno della secolarizzazione (vivere come se Dio non ci
fosse), il carattere di modernità, di democrazia e di neo-illuminismo.
Nel Natale conviene a tutti non dimenticare che Dio viene a ricordarci che non è intelligente
né possibile il comportamento di chi vuole eliminare il padrone di casa, il padrone
dell'uomo, il re del cielo e della terra. "Venne nella sua casa e i suoi non
l'accolsero" (Gv.1,11).
indice: Ascoltiamo
il Natale
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