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Non dobbiamo essere disposti a predisporre il Natale seguendo gli schemi
dell'uomo produttore e consumatore, tanto meno ci devono interessare le proposte borghesi
dell'ideologia consumistica. Non ci deve attirare neppure quel folclore sedicente cristiano
"dentro e fuori della Chiesa", che osa tradurre in spettacolo l'evento che ha
trasformato la storia e della storia ne è l'anima profonda, vera, autentica, unica, anche se
nascosta.
Proviamo a restituire il Natale a Dio che ne è il vero autore. Egli ha inviato per noi,
attraverso la notte dei tempi, il Figlio suo, l'Unigenito. "Cristo è la Parola, il Verbo
di Dio, pronunziato da Dio, ed è per conseguenza solo il Padre che può farcelo conoscere.
Conoscere Cristo sarà dunque ascoltare il Padre". Quindi mettiamoci in ascolto.
Desideriamo di accogliere il Natale, farlo nostro, seguendo lo scenario soprannaturale
predisposto da Dio. Poiché Cristo non è Parola umana, ma è Parola di Dio, Figlio del Padre
"prima di tutti i secoli. Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato non
creato, della stessa sostanza del Padre" (Credo, simbolo apostolico). "Mio figlio
sei tu: Io, oggi, ti ho generato" (Sal.2,7).
Fratelli e sorelle, vogliamo conoscere Gesù Figlio di Dio? Ascoltiamo colui che lo ha
generato. San Giovanni della Croce ha scritto: "Il Padre ha detto una sola Parola, il suo
Figlio, in un silenzio eterno. La dice sempre questa parola: l'anima che vuole ascoltarla
entra nel silenzio". In ciascuno di noi Dio-Padre vuole, oggi, domani, sempre, generare,
pronunziare questa sua unica Parola: Cristo.
indice: Ascoltiamo
il Natale
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